La cultura è crescita personale e collettiva

E’ stata una serata magica, gli dei sono stati dalla nostra. Hanno placato il vento del giorno prima, hanno acceso la luna ed è stata subito magia. E’ stato un evento più unico che raro, oserei dire irripetibile. Le iniziative raggiungono un tale livello di perfezione solo quando tutti quelli che vi lavorano condividono buoni sentimenti, solo quando vibrano alla stessa virtuosa frequenza. In molti si rammaricano di non esserci stati ma la vita è fatta di attimi da cogliere, non è un caso che i territori abitati da persone che non perdono occasioni siano quelli più progrediti. Questa è solo la prima delle opportunità che, da qui in avanti, nel giardino epicureo offriremo a chi le saprà e vorrà cogliere. Opportunità che verranno create dai fruitori stessi del giardino, il nostro compito (mio e di quelli che di volta in volta mi affiancheranno in questo percorso) sarà solo quello di creare le condizioni perché possano essere rese accessibili a tutti.
E’ giunto il momento di rendere la cultura accessibile e alla portata di tutti. Fino ad oggi in Calabria, ma in Italia in generale, è stata utilizzata o come mezzo per elevarsi socialmente rispetto agli altri o come arma per zittire i dissidenti o ancora come strumento di marketing partitico. Secondo Epicuro la conoscenza teorica non ha nessun valore di per sé se non contribuisce a una vita migliore. Lui credeva, come crediamo noi, nel valore terapeutico della riflessione filosofica, nella sua capacità di migliorare la vita e offrire soluzioni ai problemi. La conoscenza filosofica o scientifica, secondo il filosofo di Samo, non poteva mai essere utilizzata per legittimare il potere politico. Il primo passo verso la felicità consiste nel crescere nella conoscenza di se stessi, per poi imparare a vivere in compagnia degli altri. E’ in questo senso che il giardino epicureo si propone come giardino sensoriale e terapeutico, esperiamo il mondo attraverso i cinque sensi e guariamo sottoponendoci a quella terapia che agisce e risana attraverso il dialogo e le relazioni umane.
Il compito culturale che il giardino si propone è proprio questo. Non è uno spazio dove essere spettatori passivi (spesso inconsapevoli) ma attori protagonisti e consapevoli, qui si diventa parte dell’esperienza, si contribuisce a creare l’esperienza, al risultato finale. E’ quello che tutti voi presenti avete fatto sabato, con le vostre domande nel corso del simposio, con le vostre conversazioni nei momenti di pausa, con i vostri brindisi nel momento del convivio, con il vostro attento silenzio durante il concerto, con il vostro entusiasmo nei commenti del giorno dopo.
E’ per questo che sento di dovervi ringraziare uno per uno, perché avete compreso di essere parte del percorso e vi siete messi in gioco. Un ringraziamento particolare va a Davide Cerullo per aver fatto cadere una leggera e magica pioggia di note su tutti noi; a Gregorio Fera e al team di Kalisfera eventi per aver contribuito ad amplificare parole ed emozioni; a Emilio Sansone per aver accettato la sfida e aver creduto prima di vedere; a Oreste Montebello per avere fissato le immagini salienti della serata; a Domenico Sorace, Sandro Borzoni, Gianluca Esposito e Antonio Di Riso per aver contribuito a farci crescere nella conoscenza di noi stessi e degli altri e per lo spirito epicureo con cui hanno accettato l’invito. Un grosso in bocca al lupo va a Francesco Bevilacqua che, a causa di un fastidioso decorso post operatorio, non ha potuto contribuire ad arricchire la serata, con lui non mancherà certamente occasione. Siamo già al lavoro per preparare altre esperienze culturali che non mancheremo di comunicarvi attraverso i nostri canali web e social.
Non vediamo l’ora di rincontrarvi lungo i sentieri del Giardino Epicureo, dove la vita ha senso.

Massimiliano Capalbo