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Creta, l'ultima civiltà

Quando vi raccontano che la guerra e la violenza sono insite nella natura umana rispondetegli di tornare a studiare la storia. Non vi è traccia di guerra e di violenza istituzionalizzata nella storia dell’uomo fino all’avvento dell’ultima grande civiltà che si conosca, ovvero quella minoica, in cui il culto della Dea è sopravvissuto fino in epoca storica. Sembra che sull’isola l’economia e le arti prosperassero fino all’arrivo dei micenei. E anche quando, nel XV secolo, finì sotto il dominio acheo, sembra che i simboli della Dea e lo stile di vita e di pensiero che esprimeva furono adottati dai nuovi dominatori indoeuropei. Gli storici dell’antichità definiscono Creta come una “talassocrazia” riferendosi al dominio che le città cretesi esercitavano sui territori marittimi che affacciavano sull’Egeo. Ma questo dominio non si configurava con la forza delle armi bensì con quella della cultura. I centri palaziali erano disseminati di laboratori artigianali, le cui opere erano le vere armi in mano ai minoici per la conquista, psicologica prima che materiale, delle altre città. Alcuni studiosi hanno descritto la vita minoica come una perfetta espressione dell’idea di homo ludens ovvero di un uomo che esprime i nostri più alti impulsi umani tramite un rituale e un divertimento artistico al contempo gioiosi e mitologicamente significativi.” Un ordinamento sociale in cui, come afferma l’archeologo greco Nicolas Platon, “la paura della morte era quasi cancellata dall’onnipresente gioia di vivere” o come affermano altri “il più completo riconoscimento della grazia della vita che il mondo abbia mai conosciuto”.

E’ l’argomento che Massimiliano Capalbo, ideatore del Giardino Epicureo, affronterà in compagnia di due ospiti molto apprezzati e conosciuti:

Francesco Cuteri, archeologo e divulgatore di storia con il quale scopriremo le caratteristiche della civiltà minoica, pacifica e artistica, capace di conquistare gli altri attraverso la bellezza;

Giuliana Furrer, artigiana della ceramica con la quale dialogheremo intorno alla figura dell’artigiano quale artefice e creatore, e del divorzio tra la mano e la testa nel mondo del lavoro contemporaneo.

Nel corso della giornata sarà possibile partecipare ad un laboratorio di ceramica artigianale.

Al termine del dibattito seguirà l’esibizione dello Ionian Trio (alla lyra Francesco Denaro, al framedrums Francesco Magarò e all’oud laouto Samuel Mele) che eseguirà brani della musica tradizionale cretese con gli strumenti tradizionali dell’isola.

Al termine dell’esibizione sarà possibile consumare, facoltativamente, un aperipranzo tradizionale calabrese presso l’Emporio del giardino.

Per l’occasione, in collaborazione con la libreria Ubik di Catanzaro Lido, saranno disponibili diversi titoli di libri sugli argomenti oggetto dell’incontro, per chi fosse interessato ad acquistarli e ad approfondirne la conoscenza.

Programma della giornata

ore 10.00 registrazione partecipanti

ore 10.30 inizio dialogo nell’agorà del giardino

ore 12.00 inizio esibizione musicale

ore 13.30 aperipranzo (facoltativo e non incluso nel prezzo)

La partecipazione all’evento è solo su prenotazione, il costo della partecipazione è di 16,00 euro a persona. Per info e prenotazioni: info@ilgiardinoepicureo.it – 378.0845238