Coltivare, da atto simbiotico a sfruttamento
Una serata per riflettere su un gesto che, dalla comparsa dell’uomo sulla Terra, è sempre stato un atto simbiotico, compiuto in collaborazione con la natura, poi diventato nel tempo un atto di dominio non solo sulla natura ma anche sulle persone, un meccanismo di controllo sociale ed economico. Coltivare, è da questo verbo che Massimiliano Capalbo, giardinosofo e ideatore del Giardino Epicureo, partirà per accompagnarci in un breve excursus per descrivere come nel tempo questo gesto così prezioso e potente abbia subìto grandi trasformazioni. Sergio Gambino, figlio di Sharo, scrittore e meridionalista, con un reading di poesie tratte da una raccolta unica e originale del padre, ci racconterà di quanto i poeti dialettali calabresi, nel corso degli ultimi tre secoli, abbiano scritto per dare voce allo scontento del popolo calabrese che, per lungo tempo legato alla gleba, pur di sopravvivere, non si è risparmiato, buttando sudore e sangue, per consentire la vita fraccomoda dei blasonati proprietari terrieri in ozio nella capitale, Napoli o Roma che si chiamasse. Sudore e sangue che, ai giorni nostri, continuano a scorrere tra i giovani extracomunitari vessati, come la strage dei braccianti di Amendolara (e non solo) ci racconta, da caporali senza scrupoli.
La serata si terrà venerdì 24 luglio dalle ore 18.30
La quota di partecipazione è di: 15,00 euro
I partecipanti che vorranno fermarsi per consumare un apericena dovranno comunicarlo all’atto della prenotazione che può essere effettuata telefonando al 378.0845238 o inviando una mail su: info@ilgiardinoepicureo.it entro giovedi 23 luglio.
Chi si fermerà per l’apericena potrà usufruire di uno sconto di 5 euro sulla quota di partecipazione.
I soci dell’Associazione Epicurea avranno riconosciuto uno sconto del 10% sulla quota di partecipazione che si sommerà ai 5 euro nel caso di abbinamento con l’apericena.